“THE PROMISE” sarà distribuito dalla Open Road Films
– Una grande notizia è stata accolta dall’ANCA, il Comitato Nazionale degli Armeni d’America, ovvero la vendita dei diritti di distribuzione del film “The Promise”, prodotto grazie alla fondazione di Kirk Kerkorian, da parte della Open Road Films, che l’anno scorso ha distribuito il film vincitore dell’Oscar “Spotlight”.
Gli accordi prevedono che le prime proiezioni nelle sale USA avverranno il 28 aprile 2017.
Il Direttore Esecutivo dell’ANCA, Aram Hamparian, si è mostrato entusiasta della notizia, esortando tutti gli armeni d’America a spargere la voce e a condividere notizie sul film usando l’hashtag #ThePromise, con la speranza di farlo vedere anche ai Membri del Congresso.
TALISH: case ricostruite con rifugi adiacenti dopo la guerra di aprile
TALISH – Il politologo Tigran Abrahamyan si è recato recentemente nel villaggio di Talish, in Artsakh, che era stato duramente attaccato durante la guerra dei 4 giorni di aprile, tra l’Azerbagian e gli armeni che vivono nel Nagorno-Karabakh.
Già da due settimane i primi abitanti sono tornati nelle nuove case ricostruite nel villaggio, mentre molti altri lavori sono tuttora in corso, compresa la ricostruzione della strada che collega Talish a Mataghis.
Tutte le case private ricostruite sono dotate di rifugi adiacenti per ripararsi in caso di nuovi attacchi azeri. Sono stati inoltre ricostruiti anche gli edifici pubblici.
Abrahamyan ha aggiunto che gli abitanti di Talish non possono essere costretti a tornare a vivere nel villaggio, nonostante lo Stato abbia fatto il possibile per garantirne la sicurezza. La presenza di un vicino come l’Azerbaigian non garantisce nessuna prevedibilità dei comportamenti, per cui gli abitanti possono decidere se continuare a vivere vicino al confine oppure no.
Special Advisor to the Iranian Majlis Speaker in International Affairs Hossein Amir Abdollahian announced that the upcoming visit of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu to Azerbaijan will give rise to new provocations in the region.
The reports of the Azerbaijani media regarding the visit to be paid by Israeli Prime Minister to Azerbaijani on 13 December have caused a wave of protests in Iran. The news received a special attention among the representatives of Iran’s Supreme Leader and protests were organised in Turkic-speaking cities of Iran.
In contrast to the previous regimes, the government headed by Hassan Rouhani has taken a different approach towards Azerbaijan-Iran relations, which is to weaken the influence of Israel over Azerbaijan due to deepening its ties with Baku. And one of the preconditions for Tehran to deepen the ties with Azerbaijan is the issues regarding the Shia community of Azerbaijan. However in contrast to Iran’s expectations Azerbaijan not only fails to tackle this issue but also brings forward new issues day by day.
MKHITARYAN è il primo calciatore armeno ad aver segnato in Premier League
– Henrikh Mkhitaryan diventa il primo calciatore armeno in assoluto ad aver segnato in Premier League, decidendo il match con il Tottenham, vinto per 1 a 0 proprio grazie al gol del capitano della nazionale armena.
Pietra con iscrizioni armene dissotterrata nei pressi di Elazig, in Anatolia Orientale
– Una campagna di scavi archeologici nei pressi di Elazig (Kharberd in armeno), nell’Anatolia Orientale, ha portato alla luce una pietra con un’incisione in armeno. La pietra è stata ritrovata nei pressi della chiesa armena di San Karapet, una chiesa del 19esimo secolo. Essa retrodata la costruzione della chiesa di 165 anni. La pietra, di dimensioni 208 x 138 cm, è stata trasferita al museo storico della città.
Battaglia di Sardarabad (1918): quando gli Armeni si salvarono dalla completa distruzione
STORIA: A seguito della Rivoluzione bolscevica del 1917, i russi decisero di non proseguire la battaglia contro i turchi, mettendo a serio rischio i residui territori ancora abitati dagli Armeni.
Gli Armeni, da parte loro, rifiutarono di riconoscere l’autorità dei bolscevichi, fondando uno Stato Armeno in modo tale da tentare di contrapporsi alle avanzate turche. Venne quindi formato un esercito nel tentativo di riempire le postazioni lasciate vuote dai russi.
Il Generale Tovmas Nazarbekian venne scelto come capo delle truppe. Nel maggio 1918, nonostante il trattato di pace di Brest-Litovsk, gli ottomani attraversarono il confine est, entrando nell’attuale Armenia invadendo la città di Alexandropol (la moderna Gyumri). L’obiettivo dell’Impero Ottomano era quello di entrare nel Caucaso attraverso l’Armenia, e successivamente conquistare la Russia Transcaucasica e i pozzi di petrolio di Baku.
La Germania, alleata dei Turchi, rifiutò di aiutare gli Armeni durante queste operazioni militari. All’epoca, tutti gli armeni scampati al Genocidio erano riusciti a rifugiarsi nel territorio attualmente appartenente alla Repubblica d’Armenia, e dopo la caduta di Alexandropol la situazione era seriamente a rischio per la possibile totale estinzione della popolazione Armena.
Lasciati soli, gli Armeni tentarono un’ultima totale difesa del proprio popolo. Il Catholicos Gevorg V chiamò a raccolta tutti i civili per aiutare i soldati nella battaglia finale.
Dopo aver preso facilmente Sardarabad, i turchi furono pronti per avanzare verso Yeghegnut. Il Generale Movses Silikyan riordinò le poche truppe rimaste e sferrò un attacco vincente il 22 maggio. Dopo successive schermaglie, la vittoria decisiva ebbe luogo il 27 maggio grazie al Colonnello Karapet Hasan-Pashayan, che fu autore di una vittoria brillante contro le truppe ottomane. Il tentativo di rinforzare le fila delle truppe turche fallì, non riuscendo a cambiare le sorti della battaglia.